MADRE CHIARA CAZZUOLA A TORINO PER LA FESTA DI MARIA AUSILIATRICE

La Buona notte di Madre Chiara Cazzuola in occasione della Solennità di Maria Ausiliatrice  da Torino, Piazza Maria Ausiliatrice, 35 (dal minuto 27.50).

 

Il 24 maggio 2024 la Superiora generale dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, Madre Chiara Cazzuola, ha vissuto a Valdocco le celebrazioni della Solennità di Maria Ausiliatrice.

Giunta a Torino il 20 maggio per partecipare alla Consulta mondiale della Famiglia Salesiana, con la presenza del Rettor Maggiore, Cardinale Ángel Fernández Artime e con la Consigliera generale per la Famiglia Salesiana, suor Leslie Sándigo, ha potuto vivere le celebrazioni in onore della Madonna per poi, nei giorni successivi, visitare le Case delle sorelle anziane o malate dell’Ispettoria Maria Ausiliatrice (IPI).

Sono stati giorni intensi, ricchi di momenti intensi di preghiera, di invocazioni alla Vergine e di incontri fraterni. Erano presenti, da Roma, le FMA missionarie del Corso di Formazione permanente e le neomissionarie, con suor Ruth del Pilar Mora, Consigliera generale per le Missioni e le collaboratrici dell’Ambito, le studenti della Casa Madre Ersilia Canta, della Visitatoria Maria Madre della Chiesa (RMC) con le loro insegnanti, le giovani del Periodo di Verifica e Orientamento della Comunità Maria SS. Consolata con le formatrici, alle quali si sono aggiunte, il 24 maggio, le FMA partecipanti alla Consulta del Movimento Giovanile Salesiano. Senza contare le FMA residenti a Torino e nei dintorni che si sono riversate in Basilica per celebrare le lodi di Maria.

I momenti salienti di questi giorni sono stati la celebrazione dei Primi e dei Secondi Vespri, la Celebrazione Eucaristica del giorno 24, presieduta dall’Arcivescovo di Torino, Mons. Roberto Repole, che nel saluto iniziale si è così espresso:

“Sapete che ritorno molto volentieri qui nel Santuario di Maria Ausiliatrice, per un debito personale che ho nei confronti di Don Bosco e della Famiglia Salesiana, ma credo da Vescovo di capire sempre di più che abbiamo diversi debiti come Chiesa che è in Torino nei confronti di Don Bosco, non soltanto per ciò che è stato lui, ma oggi lo vediamo in maniera nitida in questa Solennità, per ciò che ci ha aiutato a vedere: Maria che è davvero ausilio, aiuto di tutti i cristiani. Ci ha aiutato a vedere quanto bisogno abbiamo di essere custoditi e accompagnati nella nostra vita”.

In serata, la Basilica ha accolto tutti i pellegrini per un momento Mariano, in sostituzione della Solenne Processione che la pioggia caduta abbondante, insieme a tanta grandine, ha bloccato. La preghiera è stata presieduta da don Stefano Martoglio, Vicario del Rettor Maggiore.

Le Istituzioni locali erano rappresentate dagli stendardi ed erano presenti la Vice-Sindaco di Torino, Michela Favaro, e diverse autorità civili e militari. Ha preceduto la celebrazione l’esecuzione della Fanfara del 3° Reggimento Carabinieri della Lombardia. Madre Chiara Cazzuola, con suor Emma Bergandi, Ispettrice IPI e numerose FMA, hanno pregato con intensità insieme al Popolo di Dio.

Significativa, inoltre, è stata la buonanotte della sera della Vigilia, il 23 maggio, presso la sede dell’ISpettoria IPI, tramite la quale Madre Chiara ha raggiunto in diretta streaming tutte le FMA del mondo.

L’Ispettrice, suor Emma Bergandi, salutando la Madre, le ha offerto in dono un’immagine di Maria su metallo, spiegandone la particolarità: “È stata fino ad ora in una nostra, in un angolino neanche in vista, in modo molto discreto. E allora questo ci fa pensare che è uno dei tanti segni che ci sono nelle nostre case che ci ricordano la presenza discreta e feriale di Maria accanto a noi. E poi a quest’altra particolarità: non sappiamo da dove arrivi, non sappiamo chi sia l’autore o l’autrice perché non c’è nessuna firma. Allora ci fa pensare che sicuramente opera di qualcuno che la Madonna ha voluto molto bene e gliel’ha voluto in modo discreto. Ha voluto che tutta l’attenzione sia su di lei e non sulla firma dell’artista. Questo è l’amore a Maria che noi vogliamo avere e che sicuramente è molto vivo nell’Istituto”.

“È una grazia essere qui, potrebbe diventare una tradizione, ma ogni anno è nuova. Perché veramente nasce dal desiderio dell’incontro con la nostra Madre. Ed è sempre molto bello entrare in Basilica, poter consegnare tutto a lei e sentire una profonda pace, una profonda serenità”. Ha detto la Madre dopo aver ringraziato per il dono. Parlando del sogno dei 9 anni di Don Bosco e della maternità di Maria, ha poi citato Papa Francesco dicendo:

Maria è una madre vicina che non ci perde mai di vista. Abbiamo questa certezza che Maria è con noi, accompagna la nostra vita, ci accompagna personalmente e non ci abbandona mai, mai. Può darsi che noi in qualche momento siamo distratti. Ma lei non si distrae mai. E una vera mamma che non ci perde mai di vista. Don Bosco ha voluto che la sentissimo così, ma ha voluto qualcosa in più per noi. O meglio, ha voluto che noi fossimo davvero figlie. Figlie di Maria Ausiliatrice… La madre genera la figlia e non solo fisicamente, la genera dello spirito e nella capacità di affrontare la vita, nella capacità di essere un’altra persona, diversa da lei, ma che porta in sé i tratti della madre. Così ci ha pensate Don Bosco”.

Ha poi indicato la modalità di essere “ausiliatrici” per le giovani e i giovani:

“Noi siamo inviati ai giovani. Sono loro i primi, sono quelli che aspettano da noi che noi diamo quell’aiuto vero, che non è solo aiuto fisico, è aiuto per sconfiggere la povertà materiale, la fame e la sete di sapere, l’educazione eccetera, ma anche questo orientamento a Gesù. Noi siamo salesiane, Figlie di Maria Ausiliatrice. Il nostro primo impegno è educare evangelizzando ed evangelizzare educando. Questo non ce lo deve togliere nessuno, né dalla mente, né dal cuore, né dalla vita.

E ha infine rivolto un augurio a tutte le FMA e alle giovani in formazione:Allora noi abbiamo il compito di generare Dio nel cuore dei giovani… questo è il modo migliore per festeggiare Maria Ausiliatrice.Chiedere che ci aiuti davvero a non avere paura, a non avere timore, ad avere coraggio. Leggere dentro le domande esplicite e nascoste. Dei nostri bimbi, dei nostri giovani e delle ragazze. Anche delle sorelle, perché il Sistema Preventivo comincia con l’essere prima di tutto modo di vivere, di condividere la comunione e comincia nello spirito di famiglia che tutte siamo chiamati a vivere nella comunità”.