Form Azione a Porta Palazzo

C’è un tempo per agire…

C’è un tempo per “dar forma” all’azione…

Si chiama “FORMAZIONE” e noi, di “Aperta Mente Cittadine”, ci crediamo.

Anche quest’anno è un cammino a doppio binario: oltre alle giovani donne che quotidianamente accogliamo nei laboratori, cercando di costruire insieme a loro non semplicemente un luogo di “erogazione servizi e/o competenze”, ma un clima educativo di responsabilità umana, c’è il tesoro del Volontariato, senza il quale “Aperta Mente Cittadine” non sarebbe. A questo “pianeta” eterogeneo e arricchente cerchiamo di dedicarci con altrettanta cura, “accogliendo, accompagnando e promuovendo” anche all’interno di questo gruppo, esperienze di reciprocità e di crescita.

Probabilmente anche volontarie “non si nasce, ma si diventa” ed è un cammino comune, condiviso e incarnato nelle diverse “vocazioni” che costituiscono le nostre identità, e l’identità globale del gruppo.

Una ventina di persone, nella quasi totalità si tratta di donne adulte, con esperienze di vita e di scelte diversificate, maturate attraverso profili professionali differenti e appartenenze varie: molte sfumature comuni e, con il passare degli anni, all’interno del progetto di Porta Palazzo, una sempre maggior chiarezza di finalità e obiettivi rispetto al significato della “presenza”. Mai nulla di scontato, però; ogni nuovo anno porta variazioni di rotta, ritaratura di percorsi e di modalità, perché “siamo” per “l’altro” che approda nuovo e, necessariamente, ci rinnova. Gli approcci vanno continuamente modificati, pur custodendo uno stile; i metodi e gli strumenti per condividere, offrire e ricevere “saperi” vanno adattati e misurati ogni volta sui “volti” che ci stanno di fronte… Il quartiere, la città, la “micro e macro storia” a cui apparteniamo: tutto cambia, può darsi senza evolvere a volte, ma indubbiamente cambia e questo non ci permette nessun tipo di fossilizzazione.

“Le abitudini definitive sono proprie delle religioni o della stanchezza”. Noi vorremmo essere evangelicamente nuove, più che religiosamente museali… quindi investire sulla formazione ci sembra opportuno, almeno per provocare inquietudine e alternativa.

Crediamo ai percorsi, più che agli eventi e ai percorsi, possibilmente diversificati.

Percorsi sostenuti grazie a periodiche “tappe” di riflessione: quest’anno cinque.

Appuntamenti scaglionati nel tempo, a cadenza mensile che, a partire dal mese di gennaio stanno accompagnando il nostro cammino: un’opportunità intelligente per continuare a conoscerci, riconoscerci e ri-focalizzare “chi siamo” come singoli e come gruppo di volontarie in un contesto di culture plurale.

Condividere consapevolmente il vissuto, accompagnate nella lettura della realtà, pensiamo sia una delle strade percorribili per continuare a qualificare il nostro operare insieme con progettualità.

Sr Emma Comino, Missionaria Francescana di Maria, Padre Antonio Rovelli Missionario della Consolata e Responsabile con Sergio Durando dell’Ufficio Pastorale Migranti, Maria Adele Roggero del MEIC, Sonia Paradiso dell’Associazione Tampep e sr Rosanna Costantini Figlia di Maria Ausiliatrice saranno le “voci IN campo” di questo viaggio.

Lo Straniero nella Bibbia, Missione qui-oggi, Io donna cristiana fra donne musulmane, Ricucire gli strappi e restituire dignità, Migranti e Periferie, linee di cammino al termine di un Capitolo Generale saranno invece gli orizzonti tematici a cui guardare lungo la via.

Il tracciato è segnato, alcune tappe già vissute e doppiate…

Una bella novità: sono con noi alcune Postulanti! Un regalo di freschezza di visione, di provocazione critica, di grata corresponsabilità nella missione, di inquietudine affettuosa verso un “oggi-domani” di comune appartenenza, dentro “i segni dei tempi” che ci piacerebbe proprio diventassero “IL TEMPO DEI SEGNI”!

Sr Paola Pignatelli

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