

Storia dell'operaHa dato vita a quest'opera, il giorno 8 dicembre 2006, il sogno di “restituzione missionaria” che, nell’aprile dello stesso anno, in occasione della Festa della Madre Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, del 125° della morte di Madre Mazzarello e in memoria delle prime suore missionarie partite per l’America Latina per “stare accanto” agli immigrati italiani lontani dalla propria terra; questo sogno, prolungato nell’oggi, ha voluto che in Torino nascesse “una cosa nuova”, una missione nuova! Ancora si fatica a considerarsi/ci “missionarie”, perché il contesto in cui siamo inserite non prevede savana, deserto o alcunché d’esotico o troppo distante…ma gradualmente, inesorabilmente, avanza questa nuova sensibilità: le periferie, che possono stare anche al cuore di una città, come lo è di fatto Porta Palazzo a Torino, ci chiamano…ad evangelizzare o, forse, ad essere evangelizzate dai vecchi e nuovi poveri.Questo è lo specifico: avventuroso, laborioso, importante e significativo per noi e per la gente che ci incrocia per strada.E la strada, per ora, è la nostra attività di base: contatti, incontri, ascolti, confronti, tirocini guidati e non, esperienze…varie, articolate, orientanti e disorientanti, raccolte dentro un orario comunitario flessibile e ricco di volti e di appuntamenti con la vita, con Gesù nel tabernacolo, con Gesù negli altri e con lo Spirito Santo dentro il nostro cuore e dentro la nostra comunità, speriamo, che ci piace definire trinitaria…non facile, non automaticamente armonica e sintonizzata, ma senza alcun dubbio, in cammino. Lo specifico nostro è, per ora, un “work in progress”, un laboratorio di ricerca e di sperimentazione: abbiamo visitato con l’esperienza della vita, sebbene circoscritta in tempi brevi, molte realtà calate nel contesto delle nuove povertà: dai miserabili del quartiere, alla ragazze vittime della tratta, alle tante realtà legate alle comunità etniche presenti sul territorio. Ci interessano i giovani e le donne e per questi stiamo cercando di focalizzare “chi e che cosa” essere, qui, ora, per favorire integrazione e interazione, perché a questo crediamo d’essere chiamate. Inserite nel contesto a forza di strada percorsa e di volti incontrati e da cui ci siamo lasciate incontrare…ed è un inserimento stratificato, mai finito, complesso, perché la vita, che è tanta qui a Porta Palazzo, è complessa.In questa complessità cerchiamo di “stare”: sia in quella interna, nostra, sia in quella esterna, che è il bisogno dell’altro.Prossimamente sapremo accennare qualcosa in più: possibili attività più specifiche e concrete che desideriamo proporre alle giovani donne del quartiere, per sensibilizzare e far crescere integrazione e interazione, in termini di laboratori; cammini di pastorale giovanile abbozzati in parrocchia, per aiutare a crescere le nuove generazioni nell’armonia accolta delle differenze culturali, nella ricchezza dell’integrazione.Pastorale di condominio: per inventare ogni giorno, attraverso le relazioni spicciole di buon vicinato, la testimonianza semplice di accoglienza evangelica che non conosce “stranieri” né illegali, ma solo esseri umani, fratelli fra loro.
