

4 AGOSTO 2010
Celebrazione
75°, 60°, 50°, 25°
anniversari
di Professione Religiosa/
Professioni temporanee
BASILICA DI MARIA AUSILIATRICE
TORINO
ORE 10.30

Il “PATRONATO INTERNAZIONALE della GIOVANE” venne fondato nel 1900 per suggerimento e magnanimo interessamento di S.A. Reale la Duchessa Isabella di Genova, con lo scopo di dare alle giovani italiane e straniere protezione nel loro passaggio e soggiorno in una grande città come Torino, e di appoggiarle nella ricerca di lavoro, difendendole anche contro i relativi pericoli.
L’opera si svolse, in un primo tempo, nella parte del caseggiato sito sulla piazzetta della Consolata, di fronte al Santuario.Un gruppo di generose persone diedero vita e incremento alla benefica istituzione: la direzione e l’amministrazione venne affidata, da S.A. Reale, a due Suore tedesche: Sr. Antonietta Hellstern e Sr. Margherita Bitter, con la consulenza, anche spirituale, del Can. Giovanni Grossi.
I locali però, per il numero sempre crescente delle assistite, furono ben presto insufficienti per cui, dato che il caseggiato era in vendita, le due Suore unitamente ad un’altra Consorella, Sr. Maria Loble, contraendo un mutuo (estinto solo nel 1921), la comprarono nell’anno 1906, notando che era tutto pieno di inquilini, salvo il 3° piano e parte del 4°.
Gli affitti costituivano un reddito fisso utile per rendere modiche le rette delle ragazze.
Nel 1908 Sr. Loble cedette, dietro compenso, la sua quota di comproprietà a Sr. Antonia e a Sr. Margherita, e così rimasero loro le uniche proprietarie.
Nel 1915, con l’avvento della 1° guerra mondiale, per consiglio del Console, le due suore dovettero lasciare l’Italia per rientrare in Germania, e affidarono alla signora Lunetti e a personale italiano la direzione ed il funzionamento dell’opera, la quale fu molto attiva per la grande affluenza di giovani durante e dopo la guerra.
Essendo la casa un bene appartenente a cittadine germaniche ex nemiche, nel 1916 l’immobile e i beni mobili furono sequestrati e solo dopo parecchie istanze del Direttore del Comitato, Can. Giovanni Grossi, il quale seppe mettere in evidenza il bisogno del reddito della casa per raggiungere la finalità educativa e umanitaria dell’opera, un decreto prefettizio in data settembre 1918, consenziente l’intendenza di Finanza, ridusse il sequestro alla nuda proprietà con l’obbligo di dare il resoconto finanziario al sequestratario nominato dal Prefetto di Torino, Signor Rossi Cav. Carlo, ricevitore del Demanio di Torino.
In seguito ad altre istanze, le due suore, verso il 1920, poterono ritornare in Italia a riprendere la loro attività e volendo dare una sistemazione più organica all’opera, col consenso di S.A.R la duchessa Isabella di Genova, si rivolsero alle nostre Superiore e così avere l’aiuto e l’indirizzo richiesto dal genere di assistenza propria del “Patronato”.
La domanda fu accolta e nel luglio 1921 vennero le prime Suore – Figlie di Maria Ausiliatrice – a collaborare nella benefica istituzione.
Però il perdurare del sequestro e la resa dei conti al sequestratario costituivano un sensibile ostacolo alle finalità dell’opera, per cui altre istanze furono presentate dall’attivo e zelante Can. Grossi al Ministero per l’Industria e il Commercio, dove era insediata la Commissione speciale dei beni dei cittadini di Stati ex nemici, affinché venisse concessa la revoca del sequestro.
Tale revoca, con la sostituzione dei beni, avvenne con Decreto Reale del 15 settembre 1923, ma a condizione che l’Istituto fosse eretto in Ente morale “perché fosse garantito il fine sociale cui i beni erano destinati ed in omaggio al quale la restituzione si consente”.
Il Decreto di erezione in Ente Morale porta il titolo “Patronato della Giovane” e la data del 20 dicembre 1926. Ne fu presidente, fino alla morte, il Can. Giovanni Grossi e Consiglieri persone
molto capaci e attive, vivamente desiderose dell’incremento dell’opera.
Tutti gli inquilini furono licenziati per il 30 giugno del 1926, epoca in cui cessava il vincolo delle contrattazioni, salvo qualcuno; ma molto ebbero a faticare per avere liberi i locali. Rimase tuttavia in affitto il negozio di Arredi sacri COMI, in quanto l’Ente doveva avere una rendita fissa. Ciò è rimasto fino a gennaio 2002.
Le F.M.A. che subentrarono nella direzione dell’opera furono encomiabili per il superamento della difficile situazione dovuta alla promiscuità con gli inquilini e alle precarie condizioni finanziarie venutesi a creare, inoltre si sono rivelate capaci di dare solidarietà a questo Istituto assistenziale, più che mai, attuale nel suo scopo e continuatore delle tradizioni consone allo spirito di Don Bosco.
Nell’anno 1997, il giorno 29 luglio la Giunta Regionale con D.G.R. n° 147-21365 ha dichiarato che il Patronato della Giovane di Torino ha cessato di essere Ente Morale e ha ottenuto il Riconoscimento della personalità giuridica di diritto privato, approvando il nuovo Statuto. L’immobile è diventato così di proprietà dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice salesiane di
Don Bosco le quali hanno deciso di procedere alla completa ristrutturazione per adeguarlo alle norme di sicurezza vigenti. Le giovani studenti hanno avuto un tempo sufficiente per cercare una nuova ospitalità e con il termine dell’anno accademico del 1999 si chiuse l’attività e si iniziarono i lavori di ristrutturazione.
Nel settembre 2001, con il cantiere ancora aperto ebbe inizio il Postulato e la prima accoglienza di giovani immigrate. Nel settembre 2002 terminati i lavori, si aprì anche il pensionato universitario.