Duomo di Tortona gremito e partecipe, domenica pomeriggio alle 18, per festeggiare San Giovanni Bosco, alla presenza del Vescovo Monsignor Martino Canessa. In occasione - afferma Monsignor Canessa - del 122°anno dalla scomparsa di Don Giovanni Bosco, avvenuta proprio il 31 gennaio 1888, saluto tutta la famiglia salesiana, le suore, gli insegnanti, i genitori e gli alunni presenti. Un appuntamento annuale, promosso dall’Istituto San Giuseppe di Tortona in collaborazione con tutte le scuole cattoliche della città, capace di attrarre presenze anche dai paesi limitrofi. Non una semplice celebrazione, perché i canti, accompagnati da chitarra e pianoforte, sono stati alternati da un mimo, durante l’offertorio, sulle note del canto Noi saremo il pane. La regia è quella delle suore della famiglia salesiana capaci, segue Monsignor Canessa, di svolgere opera educativa a favore di un numero elevato di ragazzi che attenti e coinvolti potranno essere i portatori degli insegnamenti di Don Bosco. In primis, prosegue il Vescovo, sono il calore e l’affetto ai ragazzi che contribuiscono, se dati e compresi, a creare confidenza e dunque l’amorevolezza che don Bosco definiva importante per creare un dialogo positivo con i giovani. Inoltre, afferma Canessa, il secondo messaggio che Don Bosco volle lanciare è legato all’autorevolezza, cioè capacità da parte degli educatori di essere un esempio concreto di disponibilità al servizio. Infine, prosegue il Vescovo, la buona educazione, quella che viene dalla religione e dal cuore, e senza la quale nulla di buono si può fare tra i giovani. Ecco perché gli insegnamenti di Don Bosco non andranno perduti se ci sarà la capacità da parte di tutti di trovare quello che lui stesso definiva il punto accessibile al bene, ovvero se proprio dai ragazzi gli educatori inizieranno un cammino religioso capace di aprire i cuori.
Don Bosco è un dono conclude monsignor Canessa, per questo è necessario fare festa, a lui che è stato dichiarato santo il 1° aprile 1934.
E mentre si è conclusa la festa di Don Bosco, all’Istituto San Giuseppe già sono in corso i preparativi per il prossimo incontro: la cena del povero. Una cena frugale, che ogni anno si svolge il primo venerdì sera di marzo, presso la sede dell’Istituto e durante la quale due suore porteranno testimonianze da realtà estremamente diverse: la povertà del Mozambico ed i problemi dell’immigrazione a Torino.
Eleonora Poggio
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