

Mercoledì 9 giugno la casa ispettoriale spalanca il portone e non solo la porta, per accogliere il gruppo delle “diplomate” 2010, che hanno concluso il percorso dei Laboratori del progetto Aperta mente Cittadine. E’ ormai il secondo anno che la festa di fine anno trova, nell’accoglienza e negli spazi del “35”, il luogo ideale per celebrare le ricchezza della condivisione nella diversità! Così dall’otto sera, in realtà, mescolate al gruppo del Progetto Mornese di Lingua Inglese, per lo più sorelle provenienti dall’India, che seguono stupite i traffici dell’allestimento, predisponiamo cuori e muri alla festa. L’esposizione dei lavori realizzati, le foto delle partecipanti ai gruppi con alcuni dei momenti più significativi dell’anno, le ceste con le sorprese: tutto è pronto!
Mercoledì pomeriggio, verso le 14.00 arrivano le prime, con carrozzine al seguito e tutte veniamo letteralmente calamitate da un passeggino multicolori che accoglie l’ultimo nato: è la mascotte della festa, ha solo sette giorni!
Fino alle 15.00 l’accoglienza in veranda, che si protrae leggermente in attesa di chi, disorientato dall’indirizzo inconsueto, per abitudine ha raggiunto i laboratori in via San Domenico… e in attesa anche della torta, appositamente preparata per noi da Anca, una giovane rumena figlia della prima nostra allieva, che nel 2006 approdava al progetto delle “suore di Porta Palazzo”… da allora i segni di riconoscenza e i regali della Provvidenza non ci hanno mai abbandonato!
Dalle 15.30 alle 17.00 circa, nel salone si riversano una sessantina e più di persone: sono le nostre alunne con i loro bambini, qualche ex allieva e alcune rappresentanti delle Associazioni che, insieme a noi, hanno cercato di accompagnare i cammini di autonomia di molte di queste donne, troppo spesso vittime di violenza e schiavitù.
Dopo la calorosa accoglienza di sr Maria Teresa, la direttrice della Comunità che ha accompagnato con affetto, umanità e comprensione i passi di questa nostra missione cittadina, preghiamo insieme, raccogliendo alcune espressioni del Corano e della nostra tradizione mariana: apriamo questo momento di raccoglimento in italiano e poi lasciamo spazio a Fatima, che si fa voce per tutte, cantillando alcune sure , con grande interiorità e passione: sono attimi di grande intensità.
Poi il canto, la danza e il messaggio: “Di quanti colori sarà la coperta del mondo?”…abbiamo scelto questo canto del Gen Verde per raccontare la nostra vita: anche noi siamo “miliardi di storie, solo una strada che profuma di muschio e di mango”, anche nei nostri laboratori si sono intrecciati i destini e si sono incontrate le voci e i silenzi di tanti volti, come “piccole anime e un grande girotondo”… cantiamo e insieme balliamo, riempiendo il salone di colori!... la “mitica” coperta del mondo, assemblata dalle abili mani delle nostre donne del laboratorio di taglio e cucito invade il salone al ritmo del canto!
Le foto dell’anno ci aiutano a fare memoria prima del momento solenne: la consegna dei diplomi!
Si alternano le “maestre di laboratorio”: le nostre impagabili volontarie, senza le quali non sarebbe stato possibile portare avanti l’attività, mentre le candidate si presentano commosse all’appello!
Alcuni colpi di scena si intrufolano in mezzo alla successione ufficiale dei nomi: “Nonna Maria” , la nostra volontaria più avanti negli anni, viene premiata per aver intrattenuto con grazia e sorriso, i bambini durante l’attività delle mamme, Filomena, per aver seguito il “Progetto Borse”… e sr Julieta, che condivide la gioia del suo 25° di Professione, offrendo a ciascuna delle presenti un piccolo segno di questo suo traguardo di fedeltà!
Il clima è caldo di partecipazione e di condivisione: ciascuno ce la mette tutta per il buon esito della festa, anche Bruna, il braccio destro di sr Julieta, nel laboratorio di ricamo, ha contribuito a rendere più bello l’ambiente realizzando un’enorme cesta di fiori multicolori in carta crespa, che saranno offerti alle diplomate, insieme all’attestato.
Con la merenda etnica si conclude il nostro pomeriggio, realmente in “mondovisione”: lo stare insieme allarga lo spazio del cuore, semina speranza, dilata le prospettive, aiuta a valutare ogni cosa con le sfumature dell’ottica diversa… ci fa bene!
Diciamo grazie a Dio che ci ha accompagnate fin qua, che ha raccolto attorno alla nostra presenza tante donne dalle storie più diverse, che ci ha permesso di riscattarne alcune, promuovendo la loro autonomia e dignità…Ringraziamo quante ci hanno accompagnato, incoraggiandoci nel cammino, prime fra tutte sr Maria Teresa Peinetti e la Comunità di casa ispettoriale… Ringraziamo ogni donna, le volontarie che hanno abbracciato questo progetto insieme a noi: il percorso educativo di don Bosco e Madre Mazzarello dentro sfide di oggi.
Sr Julieta e sr Paola
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