

CASA SAN GIUSEPPEViale Umberto, 14714049 NIZZA MONFERRATO ATtel. 0141 721094
Storia della casa
Come la Casa di Nizza “N. S. delle Grazie”, anche la Casa “S. Giuseppe”, è sorta su un convento dei Cappuccini.
Nel 1622, i Padri Cappuccini, per sottrarsi alle frequenti inondazioni del Belbo, avevano trasferito il loro convento dal centro della città di Nizza alla sommità della collina su cui sorge, attualmente, la Casa “S. Giuseppe”. I frati vi abitarono fino al 1802, cioè fino a quando venne decretata la soppressione di tutti gli ordini religiosi da parte di Napoleone. L’area su cui sorgeva l’antico convento, detto di S. Giacomo, e in seguito demolito, venne acquistata dal rev. don Raffaele Bruna il 30 ottobre 1850, che vi fece costruire una casa. Nel 1858 il sacerdote fece donazione della proprietà, detta “La Bruna”, alla nipote Bruna Gabriella Luigia in Terzano, mamma di Sr. Maria, la prima FMA nativa di Nizza Monferrato, e di Maria Adelaide. In seguito alla morte della madre, nel 1865, la proprietà passò per successione alle figlie che nel 1883 diviserò l’eredità materna. Sr. Maria Terzano desiderò ed ottenne che le venisse assegnata la casa de “La Bruna”, di cui fece immediatamente dono all’Istituto.
Nel 1884, Madre Caterina Daghero, durante un’epidemia di colera che aveva colpito la città, offerse la Casa al Comune di Nizza, perché potessero essere ospitati in isolamento, i casi sospetti. Alcune suore si prestarono generosamente come infermiere per l’assistenza ai malati.
Nel frattempo, nell’ex–convento della “Madonna” il numero delle suore, delle novizie, delle postulanti ed educande era aumentato e la casa non era più sufficiente. D’altra parte si faceva sempre più sentita l’esigenza di una dimora stabile e autonoma per poter accogliere le novizie.
La decisione venne presa e la posa della prima pietra per la costruzione del Noviziato avvenne all’inizio di agosto del 1893 alla presenza di Madre Daghero e del Direttore locale, don Clemente Bretto, che aveva impegnato la propria intelligenza e competenza in un attento studio del progetto. Da quel giorno madre Angiolina Buzzetti, allora Economa Generale, curò i lavori salendo ogni giorno alla “Bruna” sotto il sole, la pioggia, il vento per seguire il procedere della costruzione.
Il 1895 è l’anno della fondazione, che avvenne il 2 gennaio con la benedizione dei locali da parte del Beato Michele Rua, alla presenza di Madre Daghero e dei Superiori Salesiani. Il Noviziato venne dedicato da Madre Elisa Roncallo a S. Giuseppe per espressa volontà di Sr. Maria Terzano.
Il 5 giugno dello stesso anno giunsero da Casa Madre le prime novizie e il Noviziato incominciò a funzionare regolarmente, con novizie che giunsero da ogni parte. Diventò così il primo Noviziato dell’Istituto, modello di quelli che sorsero in seguito.
Il 7 febbraio 1908 è la data dell’erezione canonica del Noviziato, che nel 1911 diventa Casa Centrale delle Missioni Estere e lo resterà fino al 1929, anno in cui la Casa Generalizia verrà trasferita a Torino e venne attivato il Noviziato di Casanova.
Nel 1970 diventò l’unico Noviziato del Piemonte, a cui affluivano novizie anche da Malta, dal Belgio e dalla Slovenia. Con le ultime professioni del 1978 il Noviziato “S. Giuseppe” ebbe termine e la sede per la formazione delle novizie dell’Italia del Nord fu Contra di Missaglia.
Nell’antico Noviziato dovevano essere eseguiti lavori di restauro e di ristrutturazione, per renderlo atto ad accogliere le sorelle anziane e bisognose di riposo dell’Ispettoria Monferrina.
I lavori iniziano, il 2 maggio 1979 l'edificio viene completamente ristrutturato, dal tetto ormai fatiscente e pericolante alle cantine, che si trasformano in centrale termica. Nell’ampio solaio si ricavano 16 camere con servizi personali e qualche ambiente per ripostiglio e una per sporadici passaggi.
Il 2° piano viene ristrutturato in 13 camere con servizi, ambulatorio, piccolo refettorio, sala di riunione e Cappella per le Sorelle anziane che qui fossero ospitate.
Il 1° piano conserva gli ambienti riservati al Noviziato fino al 1981, quando cade ogni speranza di ospitare ancora novizie e viene ristrutturato nel 1983.
Invece al pian terreno occorrono adattamenti vari. La Cappella si trasforma in salone per i vari incontri comunitari. Tutti i piani sono tra loro collegati con un ascensore.
Si ristruttura pure la vecchia Casa della "Bruna" dove si trovava l'alloggio del Cappellano che si pensa collocarlo altrove, in attenzione alle disposizioni del recente Codice di Diritto Canonico. Si ricavano così gli ambienti per la nuova portineria, per il telefono e due salette.
Dal vasto parlatorio, riservato alle novizie, si ricavano l'alloggio e vari ambienti riservati al Cappellano. Rimane ancora la necessità di progettare una Cappella, capace di ospitare la comunità per le funzioni liturgiche comunitarie.
Il progetto, studiato in tutti i suoi particolari, viene presentato alla Madre e al suo Consiglio che lo approvano con soddisfazione
L’ampia Cappella fu costruita su progetto dell’Ing. Innocenzo Timossi, che ispirò la costruzione dell’altare e del tabernacolo alle parole rivolte da Pio IX nel 1877 alle prime missionarie: « Siate come le grandi conche delle fontane, che ricevono l’acqua e la riversano a pro di tutti: conche di virtù e di sapere”. L’altare venne consacrato dal Vescovo di Acqui, mons. Livio Maritano, che benedisse pure la cappella il 19 marzo 1982.
Dal 5 settembre 1983 la Casa cambiò nome e volto: non più Noviziato ma Casa “S. Giuseppe”, non più le giovani in formazione, ma le sorelle anziane dell’Ispettoria Monferrina che tanto hanno donato all’Istituto.
Oggi la Casa “S. Giuseppe” conta una quarantina di sorelle (non solo della ex – Monferrina, ma anche da altre case del Piemonte unificato) che attraverso la preghiera e l’offerta, sostengono il lavoro e la missione dell’Istituto nel servizio ai giovani sotto tutti i cieli. Il filo d’oro che unisce la storia antica a quella attuale va ricercata nel continuo e costante riferimento al carisma di fondazione ricevuto da Don Bosco e Madre Mazzarello: dare la vita per i giovani.
“S. Giuseppe”, però, non è solo casa di preghiera e di donazione silenziosa. La Cappella, gli ambienti ampi e funzionali, il cortile e il parco sono luoghi ideali per incontri di riflessione per ragazzi e giovani, provenienti dalle nostre Scuole e dalle parrocchie della città di Nizza, ma anche di Salesiani Cooperatori e altri gruppi organizzati.
Inoltre le suore hanno un rapporto tutto particolare con i vicini con cui pregano il Rosario durante il mese di maggio e ogni 24 del mese. L’incontro di preghiera, sempre affollato, termina con la “buona notte” della Direttrice.
La Casa viene seguita con particolare amore e attenzione dalla Consigliera per la Formazione, a cui è affidato il compito di seguire le suore anziane e ammalate. La Superiora non solo è larga di indicazioni e suggerimenti, ma fornisce anche strumenti idonei sia per coltivare la spiritualità, sia per il tempo libero.