

Illuminare con i linguaggi dei nostri giorni! Perciò foto, pitture, musica e canzoni- se sono adatte- devono essere considerati come media in senso forte, cioè come ponti verso Dio. (Pierre Babin) All’oratorio di Valdocco c’erano la musica, il teatro, le funzioni religiose ben curate, le gite nella natura e don Bosco diceva che dovevano essere belle perché il ragazzo deve percepire la bellezza della religione.Indicava così come una delle basi del sistema educativo salesiano l’attenzione artistico espressiva, che anche oggi rimane un elemento forte per esprimere, con linguaggi diversi, la cultura attuale.Proprio per questo, nel ’97, l’Università Pontificia Salesiana ha proposto il Convegno Mente e cuore, che accanto alla mente, come metafora di razionalità, poneva il cuore, cioè la dimensione affettiva e creativa. Molti pedagogisti contemporanei parlano della necessità di coltivare, nell’ambito educativo, l’intelligenza emozionale.Pierre Babin, il famoso catecheta passato negli anni ’60 al mondo della comunicazione, riconosce che i giovani possiedono un modo nuovo di comprendere il contesto che li circonda. L’esposizione a una realtà multimediale crea in loro un’esperienza globale; all’intelligenza geometrica, propria dei processi educativi tradizionali, si unisce un’intelligenza modulare per la quale la realtà si percepisce in modo multidimensionale e molto legata alle emozioni.Si tratta dunque di coniugare nel presente l’intuizione di don Bosco. Concretamente, significa che nell’oratorio, nella scuola, nei centri giovanili, nell’intero percorso educativo, accanto alle proposte più classiche di espressione ed arte si aprono nuove finestre che permettono di trasformare le parole in immagini e le righe scritte in un dialogo possono diventare le scene in movimento di un film. A questo proposito basta ricordare il CD rom sulla vita di Maria Mazzarello e le FMA Un carisma per flauto e orchestra, per rendersi conto di come l’uso della multimedialità può trasfigurare una storia, renderla avvincente e artistica.Rimane fondamentale che l’area dell’espressione e dell’arte, all’interno della educomunicazione, deve curare particolarmente gli spazi di protagonismo nei quali ragazzi, adolescenti e giovani possono essere se stessi, esprimersi con spontaneità, scoprire la propria parola e i modi particolari per comunicarla agli altri.