Educazione alla comunicazione

Mettiamoci ancora una volta in ascolto dell’insegnamento di Cristo, affinché il moltiplicarsi delle antenne sui tetti, quali strumenti emblematici della comunicazione moderna, non diventi paradossalmente il segno della incapacità di vedere e di udire, ma sia segno di una comunicazione che cresce al servizio dell’uomo e del progresso integrale di tutta l’umanità. (Giovanni Paolo II) Parabole mediatiche era il titolo del convegno tenutosi nel novembre scorso a Roma. All’udienza del S. Padre, al termine dei lavori, sono convenuti circa ottomila operatori del mondo della cultura e della comunicazione sociale. Il focus del congresso è stato quello di evidenziare la connessione tra il comunicare e fare cultura, la pervasività e il ruolo importante dei media sulle scelte vitali. Infatti la massa di notizie, di dati, di informazioni, che ci avvolge può provocare dispersione, disorientamento, se non si riesce a selezionare e ad organizzare, se non si riesce ad attribuire senso e valore a quanto si riceve. Negli ultimi quarant’anni, in diverse parti del mondo,  ricercatori e pedagogisti si sono preoccupati di avviare programmi di educazione ai media. In America Latina, ispirata alla pedagogia di Paulo Freire, si è imposta, negli anni ’70, la pratica della lettura critica dei mezzi. Attualmente non si parla solo di “ educazione al senso critico”, ma si fa riferimento a “ un’educazione per la comunicazione” intesa come processo. Questo significa affrontare il fenomeno dei media dall’ottica di capire il posto che occupano nella società, l’impatto e le conseguenze che derivano dall’affermarsi di una cultura mediata dalla comunicazione.Tale riflessione non si riferisce solo ai ragazzi, ma coinvolge gli adulti, specie le famiglie, le comunità educanti, gli operatori culturali. Esiste infatti la preoccupazione di abilitare gli educatori nell’area della media education. L’Università di Harvard si è proposta di formare annualmente circa 100 specialisti della relazione educazione-comunicazione.Nel secolo dei media nessuno può più lavarsi le mani di fronte a una conoscenza corretta del processo comunicativo che tali mezzi sviluppano e che ha conseguenze radicali su tutta la nostra vita.

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