CON MARIA IN ASCOLTO DEI GIOVANI

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Con Maria in ascolto dei giovani

Novena per l’Immacolata 2018

Introduzione – il tema e la struttura della novena

Per la novena dell’Immacolata di quest’anno, nel quale tutta la Chiesa si è messa in ascolto dei giovani nel Sinodo che è appena stato celebrato, vogliamo lasciar risuonare ancora una volta, nelle nostre Case, le richieste che i giovani hanno posto alla Chiesa nel cammino pre-sinodale, mettendoci in ascolto con l’aiuto di Maria e sotto la sua guida.

Celebrando l’Immacolata, celebriamo la vittoria di Dio sul male, sul peccato e sulla morte. Contemplando la bellezza della nostra Madre, vediamo la bellezza a cui tutti gli esseri umani sono chiamati. Seguendo le sue impronte, lasciandoci condurre per mano da Lei, possiamo camminare sicure, insieme ai giovani, sulla via della santità. Perché la loro gioia sia piena.

Nel grande inno degli Efesini, che la Chiesa proclama solennemente nella celebrazione eucaristica dell’Immacolata, san Paolo ci svela il segreto della bellezza di Maria e ci annuncia che il suo destino è anche il nostro. Il desiderio del Padre, infatti, per ogni essere umano di ogni luogo e di ogni tempo, è che possa essere, come Maria, «santo e immacolato nella carità», nel suo Figlio Gesù, per opera dello Spirito Santo.

La novena prende in considerazione ogni giorno un aspetto dell’Instrumentum Laboris del Sinodo dei giovani. Il testo, raccogliendo le riflessioni dei giovani che hanno partecipato in vario modo al cammino pre-sinodale, è per noi un richiamo prezioso a confrontarci con le loro esigenze reali, ad uscire dalle nostre sicurezze e abitudini pastorali ed educativi, per andare incontro ai nostri destinatari, là dove essi realmente si trovano.

Ogni giorno proponiamo:

-uno dei temi toccati dall’Instrumentum Laboris;

-uno due versetti del grande inno della lettera agli Efesini;

-un breve commento, che cerca di mettere in evidenza i punti di contatto tra le domande dei giovani e il modo di agire di Dio nella storia, soprattutto nella storia personale di Maria;

-una richiesta di grazia, da rivolgere a Maria nel corso della giornata;

-alcune domande per un esame di coscienza, che ci aiuti a confrontare la nostra vita con le richieste dei giovani e con l’esperienza di Maria.

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1 giorno – i giovani ci interpellano

Cosa vogliono, dunque, i giovani di oggi? Soprattutto: cosa cercano nella Chiesa? In primo luogo, desiderano una “Chiesa autentica”, che brilli per “esemplarità, competenza, corresponsabilità e solidità culturale”, una Chiesa che condivida “la loro situazione di vita alla luce del Vangelo piuttosto che fare prediche”, una Chiesa che sia “trasparente, accogliente, onesta, attraente, comunicativa, accessibile, gioiosa e interattiva”. Insomma: una Chiesa “meno istituzionale e più relazionale, capace di accogliere senza giudicare previamente, amica e prossima, accogliente e misericordiosa”.

«Paolo, apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio, ai santi che sono in Efeso, credenti in Cristo Gesù: grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo» (Ef 1,1-2).

La Chiesa, secondo la Scrittura, è letteralmente l’assemblea di coloro che sono chiamati da Dio Padre, a seguire Gesù, nella potenza dello Spirito Santo. Ogni comunità di FMA è una piccola porzione della grande Chiesa, che si mette in questo tempo con rinnovata attenzione in ascolto dei giovani. Anche noi desideriamo lasciarci provocare dalle loro richieste. Maria, la Vergine Immacolata, è la prima chiamata. In Lei la chiesa corrisponde perfettamente, senza resistenze e senza reticenze, alla chiamata del Padre. Da Lei ci lasciamo guidare, per essere a nostra volta risposta alle domande e alle sfide che la realtà dei giovani pone oggi alla Chiesa.

Richiesta di grazia: Chiediamo a Maria, all’inizio di questa novena, la grazia di diventare sempre più risposta alle domande di vita e di salvezza che i giovani pongono alla Chiesa.

Per l’esame di coscienza: come mi pongo rispetto al cammino sinodale compiuto dalla Chiesa a proposito dei giovani?

 

2 giorno – Ascolto

I giovani vogliono essere ascoltati con empatia, proprio “lì dove si trovano, condividendo la loro esistenza quotidiana”; desiderano che le loro opinioni vengano prese in considerazione, cercano di sentirsi parte attiva della vita della Chiesa, soggetti e non meri oggetti di evangelizzazione. Tutti i giovani vogliono essere ascoltati, nessuno escluso, tanto che “l’ascolto è la prima forma di linguaggio vero e audace che i giovani chiedono a gran voce alla Chiesa”, e là dove vengono offerti “ascolto, accoglienza e testimonianza in modo creativo e dinamico, nascono sintonie e simpatie” fruttuose.

«Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo» (Ef 1,3).

L’ascolto è prima di tutto l’attitudine di Dio Padre nei confronti dei suoi figli. Quello che a volte ci sembra impenetrabile silenzio, infatti, è in realtà un profondo e attentissimo ascolto di ciò che siamo e che stiamo vivendo. L’incontro tra Dio Padre, Figlio e Spirito Santo è un incontro fecondo, proprio perché anche Maria ha maturato questa capacità di ascolto attento, profondo, attivo: di fronte agli avvenimenti ordinari o straordinari della sua vita, Maria serbava ogni cosa meditandola nel suo cuore (Lc 2,19.52).

Richiesta di grazia: Chiediamo a Maria, in questa giornata, la grazia di imparare ad ascoltare come lei ascolta, cioè come Dio ascolta.

Per l’esame di coscienza: com’è la qualità del mio ascolto? Sono capace di aprirmi e di lasciarmi stupire, ferire, interpellare dalla realtà di chi incontro?

3 giorno – Accompagnamento

Spirituale, psicologico, formativo, familiare, vocazionale: in ognuna di queste forme, l’accompagnamento è fondamentale per i giovani. Esso, infatti, “non è un optional rispetto al compito di educare ed evangelizzare i giovani, ma un dovere ecclesiale e un diritto di ogni giovane”; serve a formare coscienze e libertà, a coltivare sogni ma anche ad intraprendere “passi concreti nelle strettoie della vita”. Centrale, quindi, il ruolo della famiglia che “continua a rappresentare un riferimento privilegiato nel processo di sviluppo integrale della persona”, pur necessitando di una riflessione sulla figura paterna, la cui “assenza o evanescenza” produce “ambiguità e vuoti”. Fondamentale anche il compito delle scuole e delle comunità cristiane che fanno sì che i giovani non si sentano soli, scartati, abbandonati nel loro percorso di crescita.

In Cristo il Padre «ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità, predestinandoci a essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo, secondo il beneplacito della sua volontà. E questo a lode e gloria della sua grazia» (Ef 1,4-5).

La prossimità è una delle manifestazioni concrete della carità. È prima di tutto l’arte del Padre, il quale, attraverso il dono dello Spirito Santo, non lascia mai soli i suoi figli. Lo Spirito Santo, infatti, è l’accompagnatore per eccellenza. È Lui che ha accompagnato Maria passo dopo passo nella missione che le è stata affidata dal Padre. Sempre Lui ha dilatato la sua maternità e l’ha resa capace di accompagnare a sua volta tutti coloro che a Lei si affidano, con la sua presenza discreta ma attiva, attenta ai dettagli e pronta ad intervenire al momento opportuno.

Richiesta di grazia: Chiediamo a Maria, in questa giornata, la grazia di imparare ad accompagnare come lei accompagna, cioè sotto la guida dello Spirito di Dio.

Per l’esame di coscienza: com’è la qualità del mio accompagnamento? Sono capace di lasciarmi accompagnare, per crescere nella capacità di accompagnare? Sono capace di gioire con chi gioisce e soffrire con chi è nel pianto, di ammonire, consolare, incoraggiare, con lo stesso amore con cui sono amata da Dio?

4 giorno – Conversione

Sono diverse le accezioni di “conversione” indicate dal Documento sinodale: c’è il dramma di giovani cristiani che “rappresentano una minoranza esposta alla violenza e alla pressione della maggioranza che pretende la loro conversione”, ma c’è anche la richiesta di una “conversione sistemica” in ambito educativo, affinché tutte le strutture formative ed i loro membri investano di più nella loro “formazione integrale” così da non “trasmettere solo contenuti”, ma da essere anche “testimoni di maturità umana”, in grado di rendere i giovani soggetti e protagonisti della loro stessa vita. Centrale anche il richiamo alla “conversione ecologica”: i giovani sono molto sensibili sull’argomento ed il loro apporto è indispensabile per avviare un cambiamento duraturo nello stile di vita di ciascuno. C’è, infine, l’appello ad una “necessaria e coraggiosa ‘conversione culturale’ della Chiesa” affinché sappia “riconoscere, dare spazio ed incentivare” la creatività “unica e necessaria” della vita consacrata, “luogo specifico di espressione del genio femminile”.

Il Padre ci ha colmati di grazia «nel suo Figlio diletto nel quale abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua grazia» (Ef 1,6-7)

La Scrittura insegna che convertirsi significa, praticamente, cambiare strada. Non è di solito una iniziativa della persona coinvolta, ma la conseguenza di un intervento diretto di Dio, che impedisce di continuare sulla strada vecchia e ne apre una nuova. Dio Padre, che non si stanca di tracciare per noi strade nuove, perché possiamo arrivare all’incontro e all’abbraccio con Lui, è l’esperto della conversione. Anche Maria ha ricevuto, nei momenti chiave della sua vita, l’invito a intraprendere una strade nuove e vi ha corrisposto, non senza sofferenza, ma con determinazione. E ad ogni svolta, la sua vita è divenuta più feconda.

Richiesta di grazia: Chiediamo a Maria, in questa giornata, la grazia di aprirci alla chiamata di Dio e di saper riconoscere le strade nuove che Egli ci indica, per la salvezza dei giovani.

Per l’esame di coscienza: vivo, come suggeriscono le Costituzioni (art. 46), in atteggiamento di continua conversione? Sono capace di lasciare a Dio la possibilità di cambiare i miei piani? So aprirmi con coraggio all’imprevisto, al nuovo?

5 giorno – Discernimento

Tra le parole più presenti nel Documento, il discernimento viene inteso come “stile di una Chiesa in uscita”, per rispondere alle esigenze dei giovani: “Mi trovo ora come di fronte a un muro, quello di dare senso profondo alla mia vita. Penso di aver bisogno di discernimento di fronte a questo vuoto”, scrive un ragazzo. “Dinamica spirituale” per “riconoscere e accogliere la volontà di Dio nel concreto” delle singole situazioni, il discernimento va offerto alle giovani generazioni come “strumento di lotta” che li renda “capaci di riconoscere i tempi di Dio”, per “non sprecare” le sue ispirazioni ed il suo “invito a crescere”. “Dono e rischio” allo stesso tempo, perché non immune dall’errore, il discernimento insegna ai ragazzi “la disponibilità ad assumere decisioni che costano”. In ambito vocazionale, inoltre, il giusto discernimento dovrà avvalersi di persone competenti e di “strutture di animazione adeguate, efficienti ed efficaci, attrattive e luminose per lo stile relazionale e le dinamiche fraterne che generano”.

Il Padre ha riversato abbondantemente su di noi la sua grazia, «con ogni sapienza e intelligenza,
poiché egli ci ha fatto conoscere il mistero della sua volontà, secondo quanto nella sua benevolenza aveva in lui prestabilito per realizzarlo nella pienezza dei tempi».

È desiderio del Padre che noi possiamo conoscere la sua volontà, poiché si tratta del nostro bene. Egli ci offre i mezzi necessari a realizzare la missione che siamo su questa terra, si tratta, con pazienza, di imparare ad utilizzarli. Maria lo ha sperimentato sulla sua pelle. Passo dopo passo, in atteggiamento di ascolto, di continuo discernimento, ha accompagnato prima la crescita di Gesù negli anni nascosti di Nazaret, poi il suo ministero pubblico, e poi la nascita delle Chiesa. Non solo, Maria è stata e continua ad essere, nella Chiesa, punto di riferimento per tutti coloro che cercano Dio e il suo Regno.

Richiesta di grazia: Chiediamo a Maria, in questa giornata, di rendere sempre più forte il nostro desiderio di conoscere e di compiere la volontà di Dio, per diventare maestre di discernimento per i giovani.

Per l’esame di coscienza: credo, con tutta me stessa, che il Padre desidera comunicare con me, farmi conoscere la sua volontà? Che cosa sto facendo per crescere nell’arte del discernimento?

6 giorno – Sfide

Discriminazioni religiose, razzismo, precariato lavorativo, povertà, tossicodipendenza, alcolismo, bullismo, sfruttamento sessuale, pedopornografia, corruzione, difficoltà di accesso allo studio, solitudine…Le sfide che i giovani devono affrontare oggi sono innumerevoli. Molte di essere – spiega l’Instrumentum Laboris – sono generate da fenomeni di esclusione, dalla “cultura dello scarto”, da un uso improprio delle nuove tecnologie digitali così pervasive, e rischiose.
Importante, poi, la questione dei giovani migranti, spesso vittime di tratta, per i quali il Documento sinodale chiede di “attivare percorsi a tutela giuridica della loro dignità e capacità di azione e, al tempo stesso, di promuovere cammini di integrazione nella società in cui arrivano”. Tutta la pastorale, quindi, anche quella giovanile, è chiamata “a evitare forme di ghettizzazione e promuovere reali occasioni di incontro”. Fortunatamente, non mancano le sfide positive: la musica, con il suo valore socializzante; lo sport che, nell’ambito della sana competizione, permette di scoprire la cura e la disciplina del corpo, il lavoro di squadra, il rispetto delle regole e lo spirito di sacrificio; l’amicizia tra coetanei, vero e proprio “strumento di emancipazione dal contesto familiare, di consolidamento dell’identità e di sviluppo di competenze relazionali” di ciascuno.

Il disegno del Padre è «ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terra» (Ef 1,10).

Che nessuno resti escluso, che niente vada perduto. Questa è la grande sfida che il Padre ha lanciato al Figlio, inviandolo sulla terra per realizzare la sua missione di salvezza. E il figlio ha accolto la sfida, l’ha fatta propria e l’ha portata a compimento quando, sulla croce, ha aperto il suo cuore in modo definitivo: chiunque può entrare ed essere salvato, per l’eternità. Maria era presente, ai piedi della croce, per questo anche il suo cuore è stato dilatato all’infinito. Ogni essere umano è figlio di Dio e di Maria, nessuno escluso. Ogni essere umano è degno di stima, di cura e di amore. In ognuno, infatti, c’è un punto accessibile al bene. La sfida dell’educatore è trovarlo!

Richiesta di grazia: Chiediamo a Maria, in questa giornata, di rendere sempre più capaci di includere, di valorizzare, di riconciliare, di lavorare perché tutti siano raggiunti dall’amore di Gesù.

Per l’esame di coscienza: qual è la qualità delle mie parole, dei miei gesti, dei miei giudizi: creano unità o divisione? Escludono o accolgono? Chi sono gli esclusi, i lontani, nell’ambiente in cui vivo? Che cosa sto facendo per loro?

7 giorno – Vocazione

In tale ambito vocazionale, il Documento sinodale mette in luce una difficoltà oggettiva: i giovani hanno “una visione riduttiva” del termine “vocazione”, il che crea “un forte pregiudizio” poiché la pastorale vocazionale viene vista come “un’attività finalizzata esclusivamente al ‘reclutamento” di sacerdoti e religiosi’. Da qui nasce la necessità di ripensare la pastorale giovanile vocazionale in modo che sia “di ampio respiro” e “significativa per tutti i giovani”. Ogni ragazzo, infatti, ha una sua vocazione che può esprimersi in vari ambiti – la famiglia, lo studio, la professione, la politica…- divenendo “un fulcro di integrazione di tutte le dimensioni della persona”: i talenti naturali, le competenze acquisite, i successi ed i fallimenti “che ogni storia personale contiene”, “la capacità di entrare in relazione e di amare”, l’assuzione di responsabilità “all’interno di un popolo e di una società”.

In Cristo «siamo stati fatti anche eredi, essendo stati predestinati secondo il piano di colui che tutto opera efficacemente conforme alla sua volontà, perché noi fossimo a lode della sua gloria,
noi, che per primi abbiamo sperato in Cristo» (Ef 4,11-12).

Ogni vita è vocazione. Ogni vita è unica. Ogni essere umano è una parola del Padre per il mondo, irripetibile, originale, insostituibile. L’avventura della vita è molto più bella se si fa ricerca dell’incontro con Colui che da sempre ci ha pensato, voluto, amato. Il lavoro, gli affetti, l’impegno per il bene comune, tutto diventa più fecondo, quando è compiuto sotto lo sguardo del Padre e nel dialogo con Lui. I vangeli testimoniano che questa è stata l’esperienza terrena di Gesù, che ha fatto tutto nella luce del suo rapporto unico con il Padre. Anche Maria, ha lasciato che la sua vita fosse plasmata dalla missione ricevuta nell’Annunciazione: essere madre di Dio e madre degli uomini.

Richiesta di grazia: Chiediamo a Maria, in questa giornata, la grazia di essere rafforzate nella nostra identità, in ciò che ci rende uniche agli occhi del Padre, per poter aiutare i giovani nella loro ricerca.

Per l’esame di coscienza: ripenso al cammino percorso dalla mia prima professione ad oggi. Come è cresciuto il mio rapporto con Dio Padre? Quali sono i punti fermi della mia identità personale? Quale è la missione unica che il Padre affida solo a me?

8 giorno – Santità

Il Documento sinodale si conclude con una riflessione sulla santità, poiché “la giovinezza è un tempo per la santità” ed essa va proposta come “orizzonte di senso accessibile a tutti i giovani”. In fondo, tutti i Santi sono stati giovani: la “narrativa” della loro vita, allora, possa permettere ai ragazzi di oggi di “coltivare la speranza” affinché – come scrive Papa Francesco nella preghiera finale del Documento – i giovani, “con coraggio, prendano in mano la loro vita, mirino alle cose più belle e più profonde e conservino sempre un cuore libero”.

In Cristo «anche voi, dopo aver ascoltato la parola della verità, il vangelo della vostra salvezza e avere in esso creduto, avete ricevuto il suggello dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è caparra della nostra eredità, in attesa della completa redenzione di coloro che Dio si è acquistato, a lode della sua gloria» (Ef 1,13-14).

«Siate santi, perché io sono santo». Aveva detto Dio a Mosè. Siate amore, perché io sono amore, ci dice Gesù a più riprese, nel vangelo e nelle lettere di Giovanni. La santità, infatti, non è altro che la pienezza dell’amore: ricevuto da Dio, accolto nelle profondità del nostro essere, restituito ai fratelli e alle sorelle, nelle vicende di ogni giorno. Maria è santa e immacolata poiché è amata. Questo è il suo segreto. Lei si è lasciata amare fino alla radice del suo essere ed ha poi irradiato questo amore e continua ad irradiarlo in tutto il mondo. E nulla dà più gloria a Dio di un cuore che si mette in cammino per imparare ad amare come Dio ama.

Richiesta di grazia: Chiediamo a Maria, in questa giornata, un bruciante desiderio di santità e la determinazione necessaria per realizzarlo.

Per l’esame di coscienza: credo che la santità è possibile anche per me, anche per i giovani che mi sono affidati? Quali mete, quali ideali propongo ai giovani che incontro?

9 giorno – chi non chiede nulla

Ma c’è anche, tra i giovani intervistati in vista del Sinodo, chi alla Chiesa non chiede nulla o chiede addirittura di essere lasciato in pace, ritenendola un interlocutore non significativo o una presenza “fastidiosa ed irritante”. E c’è una ragione in questo atteggiamento critico: gli scandali sessuali ed economici, su cui i giovani chiedono alla Chiesa di “rafforzare la sua politica di tolleranza zero contro gli abusi sessuali all’interno delle proprie istituzioni”; l’impreparazione dei ministri ordinati, che non sanno intercettare la sensibilità dei giovani, e una certa fatica della Chiesa stessa di “rendere ragione delle proprie posizioni dottrinali ed etiche di fronte alla società contemporanea”.

«Perciò anch’io, avendo avuto notizia della vostra fede nel Signore Gesù e dell’amore che avete verso tutti i santi, non cesso di render grazie per voi, ricordandovi nelle mie preghiere, perché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una più profonda conoscenza di lui» (Ef 1, 15-17).

Sia la storia della Salvezza, raccontata dalla Scrittura, che la storia della Chiesa conoscono il mistero dei lontani che diventano vicini e dei vicini che nel momento decisivo si dimostrano essere più lontani dei lontani. La parabola lucana dei due figli, come anche la pagina in cui Gesù descrive la preghiera del pubblicano e del fariseo, ci mettono proprio di fronte a questa realtà. Il Padre, tuttavia, non si scandalizza di fronte alle resistenze, alle paure, ai peccati dei suoi figli. Il Padre non giudica. Nella sua vita accanto a Gesù, anche Maria ha imparato a non giudicare. Dopo la Pasqua ha condiviso la vita e la preghiera con coloro che avevano tradito e abbandonato il suo figlio. Lei che è l’Immacolata, è anche il rifugio dei peccatori.

Richiesta di grazia: Chiediamo a Maria, in questa giornata, di avvolgere nella sua tenerezza materna in modo particolare i giovani che, per vari motivi, non conoscono o non riconoscono l’amore del Padre.

Per l’esame di coscienza: ho la tendenza a classificare i giovani in diverse categorie (vicini, lontani, difficili, perduti…)? Di fronte ad un insuccesso educativo, sono capace, allo stesso tempo, di riconoscere i miei errori e di mantenere aperta la speranza per il futuro dei giovani che mi sono affidati?

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